New Energy S.n.c.

Generatori/3


Impatto Ambientale

Particolare attenzione si pone invece su alcuni aspetti ambientali correlati a possibili impatti negativi che hanno luogo su scala locale, tra cui:

  • Occupazione del territorio;
  • Impatto visivo sul paesaggio;
  • Perdita di valore turistico ricreativo;
  • Rumore generato;
  • Eventuali interferenze elettromagnetiche;
  • Effetti su flora e fauna (soprattutto avifauna);
  • Reti di connessione.
Tutto ciò non si può ottenere che con l'informazione sugli effetti benefici sia a livello globale che a livello locale circa l'aumento di produzione energetica da fonte rinnovabile nonché circa le ricadute positive a livello locale (occupazionale, migliorie dei servizi, ecc..).

Le emissioni vietate

La produzione di energia elettrica mediante fonti tradizionali ( combustibili fossili ) comporta l'emissione di sostanze inquinanti e di gas serra. Tra questi ultimi, il più rilevante è la CO2 , il cui progressivo incremento nell'atmosfera contribuisce all'effetto serra, che, secondo alcuni studiosi, potrebbe causare cambiamenti climatici tali da arrecare danni non trascurabili alla civiltà umana. Inoltre, gas come la SO2 e gli NO(X) sono estremamente dannosi sia per la salute umana, sia per il patrimonio storico e naturale.

Ovviamente il livello delle emissioni dipende dalla tecnologia dell'impianto di produzione, con riferimento alla tecnologia di combustione e dal sistema di abbattimento e depurazione dei fumi. Per stimare le emissioni evitate, connesse con lo sfruttamento dell'energia eolica, si riportano alcuni valori stimati. Assumendo come valori specifici delle principali emissioni associate alla generazione elettrica da parte di una centrale termica tipo, i valori suggeriti dall'International Energy Association (IEA) per ogni KWh prodotto:
  1. CO2 = 1000 g
  2. SO2 = 1.4 g
  3. NO(X) = 1.9 g
Le emissioni evitate corrispondenti a 700 MW di impianti eolici, attualmente in esercizio nel nostro paese, risultano dell'ordine di: 1.4 milioni di tonnellate (Mt)di CO2 ; 1.960 t per la SO2 ; 2.660 t per la NO(X).

In particolare nella situazione italiana, supponendo una produzione media annua da eolico pari a circa 2000 kWh/kW (ore equivalenti l'anno), il Libro Bianco del 1998 ha previsto per il 2008-12 una capacità eolica installata pari a 2500 MW per un contributo totale di 3.5 Mt di CO2 evitate. Questo valore potrebbe essere superato se si tiene conto che, sulla base delle esperienze di atto, gli impianti eolici in esercizio danno produzioni medie più favorevoli (2200-2500 kWh/kW) e che le potenzialità eoliche del nostro paese che emergono, in parallelo alle realizzazioni che vengono effettuate, sono superiori alle aspettative del Libro Bianco.

Per quanto concerne la produzione di SO2, essa ammonterebbe almeno a 160.000 t/a senza interventi di desolforazione dei fumi. Poiché la desolforazione avviene, sia con la tecnologia della combustione in letto fluido, sia con la desolforazione a umido, utilizzando calcare come assorbente della SO2, le emissioni evitate all'atmosfera causano la utilizzazione di una grande massa di calcare di cava macinato e l'immissione nell'ambiente di una grande massa di gesso o scorie gessose miste alle ceneri del carbone e fanghi. Queste scorie e queste ceneri causano all'ambiente un danno minore delle emissioni gassose in atmosfera, tuttavia costituiscono un problema di neutralizzazione e di sistemazione in siti adatti a ridurre gli effetti negativi sull'ambiente. Pertanto, per una completa valutazione dei benefici ambientali che l'uso dell'energia eolica comporta, bisognerebbe anche tener conto:
  • della riduzione della massa di scorie gessose prodotte sia dal carbone che dall'olio combustibile;
  • della riduzione delle ceneri prodotte dall'uso del carbone.
Sia a livello nazionale che comunitario, si ha, in questi ultimi tempi, la tendenza a ridurre l'importazione del petrolio, soprattutto attraverso la diversificazione delle risorge energetiche (in Italia l'80% del fabbisogno energetico dipende dalle importazioni di energia ammontano).

Per valutare il risparmio energetico, assumendo il valore di produzione energetica media annua pari a 2000 kWh/kW e considerando al 2008/12 che la potenzialità di eolico installata sia di 2500 MW (quanto previsti dal Libro Bianco del 1998) il valore potrebbe facilmente superare gli 1,1 Mtep. Come è sottolineato nello stesso Libro Bianco, l'attuazione delle previsioni per l'eolico (2500 MW) comporterà un contributo relativamente modesto rispetto alle problematiche inerenti la sicurezza energetica e alla riduzione delle emissioni inquinanti. Tuttavia, se si inquadrano tali contributi nel più ampio sforzo nazionale di incrementare il ricorso alle fonti endogene, in particolare, nel caso delle rinnovabili, idroelettrico, eolico, solare, geotermia, biomasse, rifiuti, si vede che il risultato conseguibile può essere significativo.

E' anche importante la maggiore diversificazione del mix di approvvigionamento che è un altro degli elementi necessari a diminuire la vulnerabilità del sistema energetico nazionale a fronte di eventuali situazioni di crisi.
Un parco eolico ha la necessità di un'area abbastanza ampia; ciò è legato principalmente al fatto che le macchine eoliche debbono essere posizionate sul territorio a debita distanza l'una dall'altra per evitare il fenomeno dell'interferenza aerodinamica e relativa di potenza. Infatti si utilizza una distanza di almeno 3 volte il diametro del rotore tra macchine disposte perpendicolarmente alla direzione del vento dominante.

Il rapporto tra la potenza degli impianti e l'area complessivamente necessaria all'istallazione dell'impianto stesso, è di circa 10 W/m2, definita altresì densità di potenza. Va comunque considerato che la parte del territorio occupate dagli aerogeneratori può essere destinata agli usi originali o ad altri usi, come l'agricoltura e la pastorizia, senza alcuna controindicazione.
L'installazione poi di macchine di grande taglia in luogo di quelle di media taglia permette di ottenere una maggiore produzione di elettricità occupando la stessa area. In tal modo, l'occupazione del suolo anche se con distanze maggiori tra le macchine potrebbe essere notevolmente limitato: con i dovuti accorgimenti, si può stimare che una centrale eolica occupi un'area di circa 0.10-0.15 km2/MW.

Da ricordare, infine, che l'installazione di macchine eoliche non altera significativamente, se non per l'aspetto visivo, il terreno impegnato, il quale, anzi può essere integralmente restituito al suo stato originario in ogni momento, soprattutto al momento della dismissione.