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Generatori ad asse orizzontale
Un generatore eolico ad asse orizzontale (HAWT - Horizontal Axis Wind Turbines) è formato da una torre in acciaio di altezze che si aggirano tra i 60 e i 100 metri sulla cui sommità si trova un involucro (gondola) che contiene un generatore elettrico azionato da un rotore a pale lunghe circa 20 metri (solitamente 2 o 3). Esso genera una potenza molto variabile: tipicamente 600 chilowatt che equivale al fabbisogno elettrico giornaliero di 500 famiglie.
Il mulino a vento è un esempio storico di generatore ad asse orizzontale. Come i generatori ad asse verticale anche quelli ad asse orizzontale richiedono una velocità minima di 3-5 metri/sec ed erogano la potenza di progetto ad una velocità del vento di 12-14 metri/sec. Ad elevate velocità (20/25 metri al secondo) l'aerogeneratore viene bloccato dal sistema frenante per ragioni di sicurezza.
Il mercato eolico a livello di potenza installata, di produzione di energia elettrica e di impianti insediati è in forte crescita, a testimonianza dell'efficienza e del valore di questa fonte energetica per i paesi industrializzati. Inoltre, la fonte eolica ha ottime possibilità di contribuire in misura significativa alla diminuzione dell'impiego delle fonti fossili.
Il Protocollo di Kyoto, negoziato da più di 160 paesi nel dicembre del 1997, individua esplicitamente le politiche e le azioni operative, i tempi e le entità della riduzione delle emissioni inquinanti da predisporre per fronteggiare i possibili cambiamenti climatici dovuti all'aumento dell'effetto serra.Per l'Italia il protocollo prevede la riduzione dei gas serra del 6,5% entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990.
In Europa la promozione dell'energia elettrica si è avuta con il “Libro bianco per una strategia e un piano di azione della Comunità” che impone il raggiungimento nel 2010 di un tasso minimo di penetrazione delle fonti energetiche rinnovabili nell'Unione Europea del 12%. Il contributo delle fonti energetiche rinnovabili al consumo interno globale di energia dell'Unione è del 6%, mentre l'obiettivo è di raddoppiare questa quota entro il 2010. Il settore dell'energia eolica ha registrato straordinari progressi e la sua crescita annua è del 55%. L'industria europea domina il mercato internazionale con una quota del 60%.
L'Italia ha prima ratificato gli impegni di Kyoto con la delibera CIPE del 03.12.1997, assegnando alle fonti rinnovabili un significativo ruolo al fine di ridurre le emissioni di gas serra e impegnandosi a raddoppiare il contributo delle fonti rinnovabili per il soddisfacimento dei fabbisogni energetici nazionali entro il 2010, e successivamente ha approvato con delibera CIPE 126/99 il Libro Bianco per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili con il quale ha individuato gli obiettivi da perseguire per ciascuna fonte rinnovabile.
Il Consiglio dei Ministri dell' Ambiente dell' Unione Europea nel 1998, determinando le quote di riduzione delle emissioni di gas dei vari Stati membri, ha stabilito che l' Italia dovrà ridurre tali gas nella misura del 6,5% rispetto ai livelli del 1990 (corrispondente a una riduzione effettiva di 100 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica) entro il periodo 20082012.
Con il Libro Bianco nazionale, il Governo Italiano detta la sua strategia energetica e prevede che la potenza eolica installata giunga, entro il 2010, a 2500 - 3000 MW, a fronte di una potenza in esercizio a fine 2001 pari a circa 700 MW. Ciò premesso, va comunque rilevato che la rinnovabilità di una fonte di energia non può essere sinonimo di assoluta compatibilità ambientale. A fronte di un incontestabile beneficio ambientale derivante dal loro utilizzo in sostituzione delle fonti fossili, l'impatto locale delle fonti rinnovabili, compresa quella eolica, può essere comunque rilevante e dipende dalle scelte progettuali.
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