New Energy S.n.c.

Biomasse per riscaldamento


i pellet

L'utilizzo delle biomasse per la produzione di energia termica, prevalentemente per esigenze di riscaldamento, è in aumento, come testimonia la vivacità degli operatori del settore nelle fiere.

Un ruolo sempre più importante negli impianti di piccole e medie dimensioni lo stanno acquisendo i pellet.
Queste pastiglie di legno compresso offrono i vantaggi seguenti:

  • alimentazione automatica della camera di combustione tramite coclee;
  • regolazione facilitata (riduzione delle fasi di degasaggio senza combustione);
  • potere calorifico elevato grazie alla disidratazione;
  • possibilità di sfruttare normali autobotti per mangimi per la distribuzione.

Si tratta di un combustibile solido culturalmente accettato, al contrario del carbone e dei combustibili da rifiuti, il cui vantaggio nell'utilizzo deriva dalla fiscalità favorevole e dai vantaggi sulle emissioni di CO2.
Il primo punto in particolare lo avvantaggia in tutti quei casi in cui non è presente l'allacciamento con la rete del metano. Rispetto a GPL e gasolio l'utilizzo del pellet presenta infatti, a parità di energia fornita, un risparmio del 40÷50%, come evidenziato nella tabella a fianco tratta da uno studio del CTI (Comitato Termotecnico Italiano).

Il CTI stesso sta compiendo uno studio del mercato nazionale, analizzando la produzione e la distribuzione dei pellet, al fine di coinvolgere gli operatori italiani nelle fasi di preparazione della normativa europea di settore.
I risultati sono riportati nel sito web https://www.cti2000.it/solidi.htm del progetto Probio.

Per dare un'idea della crescita del mercato, basti pensare che la quantità prodotta in Italia è passata dalle 100.000 tonnellate circa della stagione di riscaldamento 2001-2002 alle 250.000 tonnellate previste per la stagione 2004-2005. Vi sono oltre 40 aziende coinvolte nella produzione delle pastiglie, che occupano oltre 80 addetti. Lo sviluppo del mercato collegato, se ben accompagnato e costruito, potrà portare alla distribuzione di un combustibile di origine vegetale con caratteristiche di distribuzione paragonabili al gasolio, comparabile impatto ambientale (con in aggiunta i benefici per l'effetto serra derivanti dall'uso di un combustibile vegetale), occupazione (taglio e raccolta legna e residui agricoli, pellettizzazione, produzione macchine, distribuzione, produzione caldaie e stufe). L'ultimo punto in particolare va evidenziato in quanto può consentire un rilancio delle attività forestali e della gestione dei boschi anche in zone collinari e di media montagna economicamente depresse.

Si segnalano le iniziative della Provincia di Torino , che ha bandito più bandi negli ultimi anni per l'incentivazione delle caldaie alimentate a combustibili vegetali, riportati fra i documenti utili insieme ai relativi allegati tecnici, in quanto utili sia per le Amministrazioni che intendessero avviare inizative simili, sia per gli utenti per le informazioni tecniche presenti.